sabato 19 maggio 2012

Kiss them goodbye (Part 1, Grey's Anatomy)

«Ma no, un'altra cagata adolescenziale».
Così avevo commentato l'approdo di Grey's Anatomy sugli schermi italiani nel lontano 2005. Timido, appena 9 episodi, forse in seconda serata, non ricordo.
Eppure eccomi qua, 7 anni dopo, il liceo e un anno di università alle spalle, a piangere davanti all'ottavo finale - manco a dirlo, tragico e sublime - di Grey's.
Cosa è successo? Torniamo indietro.
Terza media, 14 anni appena compiuti. Era il tempo di Dawson's Creek e di The OC, delle repliche estive di Beverly Hills e Buffy, delle puntate registrate in VHS da riguardare al ritorno da scuola. Le prime cotte, le prime esperienze da teenager.
Snobbai completamente la prima stagione alla prima messa in onda, cercando di capire da chi lo seguiva - invano - cosa avesse di così affascinante. Non ci arrivavo. È il solito telefilm cattura-audience, con la stessa trama di tutti gli altri, con le stesse vicende di sempre, pensavo. Oh quanto mi sbagliavo. Così tanto da non immaginare che avrebbe potuto cambiare la mia vita.

venerdì 4 maggio 2012

Non so che titolo inventare e quindi uso questo qui, ok?

Mi piace questo periodo dell'anno. Si esce in maniche corte, il vento direttamente sulla pelle. Le strade del centro che danno sul porto si riempiono di frotte di turisti - principalmente tedeschi, inglesi e cinesi - in ondate determinate dall'arrivo delle navi da crociera. Tentare di arrivare alla fermata del pullman affrontando masse uniformi di stranieri armati di macchine fotografiche, zainetti e mappe rovesciate ha un suo fascino. E poi a chi non piacerebbe avere inglesi attorno tutti i giorni? They're so cute. Si rompe un po' la routine delle stesse facce del posto, della gente vestita allo stesso modo, che parla allo stesso modo; quella routine che porta a stancarsi facilmente di un posto. Aria fresca di novità, una insolitamente elevata percentuale di biondi e bionde si aggira per la città, tassativamente in infradito e pantaloncini corti. In genere è anche il periodo in cui finisco per fare da guida turistica alle ragazzine e alle coppiette di anziani inglesi che si perdono. Devo avere la faccia di uno che ne sa di urbanistica e toponomastica.
Mentre aspetto che arrivi il pullman mi piace nascondermi dal sole che filtra attraverso le palme, guardare le navi e le barche, studiare il ritmo del viavai confuso. In momenti come questi mi viene da pensare che sono troppo severo nei confronti della mia città. Non la apprezzo abbastanza per quello che è. La verità è che offre panorami stupendi e una bella atmosfera estiva, leggera, pulita, e io non ne usufruisco. Ma è un posto che mi piacerebbe visitare più che abitare. Non c'è quello che cerco io in una casa accogliente. Non amo l'estate.
Lo odio anche questo periodo. Lo stress si accumula, il lavoro raddoppia, gli esami sopraggiungono, i nervi crollano, la stanchezza ha la meglio sulla mente. Non è proprio l'ideale quando sei alle porte della depressione, ma rimarrò in piedi, come ho fatto l'anno scorso, come ho sempre fatto. È una questione di equilibrio. Spero di ritrovare la stabilità che mi serve almeno nei mesi a venire, che saranno decisamente più leggeri di questo Maggio di fuoco, tra esami, eventi e compleanni.

sabato 24 marzo 2012

Game over

Fine dei giochi.

Se ti vedessi, ti darei uno schiaffo. Uno schiaffo simbolico del dolore atroce che ho patito in questi cinque mesi. Simbolico perché dovessi farti soffrire allo stesso modo dovrei lentamente passarti sopra, per cinque mesi, con uno schiacciasassi. E ancora non sarebbe abbastanza.

Mi dici che hai incontrato qualcuno.

Mi sento uno stupido perché mentre io piangevo alle 2 di notte tu eri felice col tuo fidanzato.

Tutto intorno a me all'improvviso è in bianco e nero. Non ho forze in corpo, a malapena riesco a usare le dita per scrivere queste parole.
Non ha più senso mangiare, dormire, studiare.
Vorrei addormentarmi e risvegliarmi in un'altra vita. O non risvegliarmi più.

La rabbia che sale quando penso che un altro ora ti tocca, ti bacia, ti sfiora, ti abbraccia.
Vorrei ucciderlo. Non è degno.

Spero che si renda conto della fortuna che ha, anche solo di poterti parlare.
Sei meraviglioso, sei speciale. Il tuo sorriso è speciale, è magico.
(Forse) sono contento per te.

Una cosa è certa: difficilmente troverai qualcuno che ti amerà come ti ho amato io.
Sei stato per me quella persona che trovi una volta sola nella vita.

Mi dispiace se è stato un periodo difficile per te, non lo meriti.
Grazie di avermi fatto provare sentimenti che poche persone possono sperimentare nella vita. Grazie di avermi fatto conoscere l'amore, quello vero, senza compromessi, diretto, violento nella sua intensità, lontano da criteri fisici o superficiali. Ho amato quello che sta dentro di te, ho amato la tua anima, ho desiderato di morire per te.
Grazie per aver risposto alle email, anche se dopo tanto tempo. Grazie per non avermi lasciato disorientato nell'oblio, nel buio, nel nulla, dove ora mi trovo solitario.
Grazie di tutto.

Dimenticarti? Odiarti? Impossibile. Fai parte della mia storia e con te è andato via un pezzo del mio cuore.
Non ti dimenticherò mai.

venerdì 23 marzo 2012

Flusso di coscienza #3 (durante)

(Flusso di coscienza #2 (prima))

possibile che per una volta che ho voglia di scrivere non ho nulla da dire? ma che questo flusso di coscienza è troppo bello ma mi sa che al momento ho la testa vuota. note di ludovico einaudi, questa musica è da tanto che non la sentivo mi pare si chiami planets è rilassantissima. mi fa scrivere tanto, per fortuna che boh che volevo dire? non lo so, vado avanti. che bello il suono dei tasti del mac, ho l'impressione che le dita vadano più velocemente... ho fatto errori? pazienza. le maiuscole? non sono importanti. mi sto bloccando, non so cosa scrivere o forse ho troppo da dire, così tanto che non esce niente. ah ecco il pezzo che mi piace, mi prendo una pausa per ascoltarlo e canticchiarlo. ho riletto, non ho scritto niente ma va bene così, mi verranno in mente poi. la schiena, il cuscino sto sprofondando, aiuto, ecco va meglio. oggi avevo voglia di lavorare ma non so perché non sono riuscito a fare molto, o meglio, sono stato meno produttivo del solito, ma mi pare anche giusto che me la prenda comoda dopo quel parto di esame che ho dato la settimana scorsa, non so se mi sembra che sia passato un anno o un solo giorno, probabilmente entrambi. che fatica, ma che soddisfazione. questo mi ha reso davvero contento, una sfida che ho vinto, una sfida come poche, quella scintilla, quel desiderio di dare il meglio e il piacere dello studiare per vederne i risultati. mi piace questa sensazione. non mi devo fermare cacchio! è un flusso non posso fermarmiiiiiiiii prendo tempo con tante i nel frattempo penso cosa posso dire anche se secondo me è imbrogliare, vero? ciao Joice. comunque, anyway, by the by, che cosa posso dire?

domenica 18 marzo 2012

Come prima

Il tuo sguardo mi fa ancora battere forte il cuore.
Le tue labbra mi fanno ancora bruciare lo stomaco.
La tua barba incolta al punto giusto ancora mi tormenta.
Le tue mani, i tuoi sorrisi, i tuoi grugniti, le tue espressioni.
Semplicemente, tu.






Mi manchi.

lunedì 20 febbraio 2012

Il mio Sanremo 2012: vincitori, vinti e sconfitti a metà

Non ho gradito particolarmente questo Sanremo - musicalmente parlando, ché dal punto di vista dell'intrattenimento credo che nessuno sano di mente avrebbe potuto apprezzarlo - forse soprattutto per la scelta degli artisti. Chiara Civello, Emma Marrone (un cognome, una garanzia), Marlene Kuntz, Pierdavide Carone... what? E in ogni caso mi aspettavo molto di più dalla spocchiosa Zilli o da Renga e Matia Bazar (I ❤ Silvia Mezzanotte).
Ecco dunque la mia classifica personale (basata sulle esibizioni, sui testi e sulle melodie):

mercoledì 15 febbraio 2012

Ri-Update, lettere a semi-sconosciuti e altro

È un po' che non scrivo. Non che non abbia cose da dire, eh, ché tanto io trovo sempre qualcosa di cui lamentarmi. E non posso dire neanche di non avere il tempo, visto che in questi giorni sto oziando pesantemente invece di preparare gli esami. Non mi manca neanche la voglia. Sono successe tante cose, troppe cose, e in realtà non è cambiato granché; per un buffo gioco del destino sono esattamente allo stesso punto dell'ultimo "salvataggio" di Ottobre.
L'unica cosa che è cambiata è il numero di canzoni su iTunes.
È veramente difficile riprendere la narrazione a questo punto, e perché finirò inevitabilmente per essere banale e ripetitivo, e perché mi mancano le parole giuste per spiegare. Forse il silenzio è il modo migliore per lasciare che le cose si raccontino da sé.

In sintesi, quello che è successo in questi mesi è stato, nell'ordine (cronologico ma non logico): amore, pianti, rabbia, appuntamenti, rinascita, piacere, speranza, delusione, pianti, esame, amore, rabbia.
E in tutto questo sono tornato ad essere solo come prima. O quasi. Ho ancora due-tre persone che ho intenzione di tenermi strette il più a lungo possibile, ma per il resto è tutto buio intorno a me. Gente che smette di parlarmi, gente che sparisce, gente che non mi vede, gente che si è dimenticata che esisto, gente che non mi risponde.
È come se improvvisamente fossi sparito dal mondo e non importi più a nessuno che dietro queste parole ci sia un ragazzo, una persona, un cuore che batte, possibilmente anche capace di provare emozioni, di soffrire e di gioire. Ogni tanto non farebbe male sapere che c'è qualcuno su cui contare, ma suppongo sia chiedere troppo.

Mi sta capitando, in questi giorni, di provare un curioso bisogno di riappacificarmi col mondo, di rimettere tutto in ordine e ricominciare da capo. Di perdonare. Di essere perdonato. Trouble is, non so come si faccia a chiedere scusa. Non so cosa ho fatto perché il mondo mi cancellasse dalla sua cache, non ho idea di come pormi davanti a questo problema. Ho due o tre persone in mente a cui vorrei rivolgermi; magari posso fare un primo passo lasciando due parole così, anonime e insensate per la maggior parte delle persone che stanno leggendo questo post.
Prova a leggere, magari mi sto rivolgendo proprio a te :)