Eh? Cosa succede? Ah... la sveglia. Ore 6.00.
Con tutte le forze in corpo, evocando tutti i santi del Paradiso e maledicendo la mia mania della puntualità, mi faccio strada verso il bagno. È buio.
Mh, oggi c'è quello importante...
I pensieri non si fermano più, ma sono ancora troppo addormentato per capire quello che sto facendo e mi scivolano addosso sotto l'acqua della doccia.
Avanti, indietro, avanti, indietro. Camera, bagno, camera, bagno. Dimentico cose.
Lo so che mi sta venendo il panico, ma cerco di ignorarlo. Ma poi perché? È ad accesso libero! Però quel posto... i prossimi tre anni... e se non mi piace? E se è davvero come dicono, che faccio? Ed è lontano da casa...
Ma è inutile chiederselo: l'ansia è lì, e ci rimarrà per molto ancora; accendo un po' il pc, guardo Twitter... azioni di routine. Ultimo controllo nel sito della facoltà per vedere se c'è la divisione in aule. Manco a parlarne.
Come da manuale si presentano i primi crampi allo stomaco, per cui mi faccio coraggio e ingurgito in un solo sorso un bicchierozzo di acqua e limone. Via. Basta ansia.
Mezz'ora per decidere i vestiti, cinque minuti per controllare i documenti: Carta d'identità, ricevuta pagamento, penne... ok, ricontrolliamo. Carta d'identità? C'è. Ricevuta pagamento? C'è. Controlliamo che sia quella di Lingue e non Fisica... ok. Penne, due, dovrebbero scrivere. Cellulare: in tasca. Portafogli e chiavi: nel giubbotto.
Mi siedo un attimo a respirare, mi concentro per scacciare il mal di pancia che persiste, mi arrendo. 5 minuti di ritardo, non ci credo.
Carta d'identità, penne, ricevuta, cellulare, chiavi, portafogli. Ok. Via.
Solita camminata fino a Via Italia, come se stessi ripercorrendo una qualsiasi mattina degli ultimi cinque anni. Saluto amico di liceo, rientra oggi: salutami la Piras e buona giornata. Incontro zii. "Sto andando a fare il test" "In bocca al lupo" "Crepi"
Dialoghi di ordinaria quotidianità vissuti nella follia di un'ingiustificata agitazione.
Amica > padre > macchina > traffico > discussioni superficiali ("Ma dove ti iscrivi? Ma perché non vai in Fisica?") > arrivo.
Esito un attimo prima di varcare la sbarra... "Ma mi ci vedi qui tutti i giorni per i prossimi tre anni?". Sono le 8.30 e c'è molta gente, controllo la mia aula: dalla A alla C, per Lingue e Comunicazione, Aula Magna, primo piano. Per lingue e comunicazione... per lingue e comunicazione... siamo separati, non sarò con nessuno che conosco. Beh, poco male, era la stessa cosa venerdì... il problema è trovare l'aula.
"Non è che mi accompagnate a cercare l'aula e poi andate nella vostra? Tanto siete qui davanti ed è presto" "No no... noi andiamo, ciao" "Grazie eh".
A tu per tu con la Facoltà. Un palazzo pre-bellico precedentemente "clinica Aresu" adattato a università; una gigante testa di Mario Aresu all'ingresso: inquietante. Operai, ristrutturazione... un'aria triste. Ma non è un po' da loser scrivere addirittura "first floor" in inglese? Ho capito che è la facoltà di Lingue ma...
Raggiunto il primo piano, inizio la perlustrazione. Aula 1, 2, 3... sento delle voci... stanno chiamando i ragazzi. Di già? Madò, l'ansia, aula magna, dove fuck sei? Giro, giro, giro... boh, un cavolo di cartello uno no eh? Dopo aver fatto tre volte il giro in tondo trovo un'ala misteriosa nascosta, davanti a me: Aula Magna. Una decina di studenti dalla faccia che neanche in una sala mortuaria, niente si muove, non hanno iniziato.
Quella è uguale a Serena Van Der Woodsen*.
"In fila ordinati, con carta di identità in mano e ricevuta del pagamento"
Ma la devo salutare questa professoressa? Nessuno saluta qui...
"Buongiorno" "Buongiorno, prego, da questa parte"
Firmo, mi avvio al posto, metto in ordine le cose. Dopo una decina di minuti i ragazzi stanno ancora entrando, mi giro per vedere se c'è qualche faccia conosciuta e... qualcosa non torna. Vedo fogli... fogli... fogli... @_@ Perché non ho un foglio? Lamorte.
A quanto pare c'era lo "step 2" dopo la firma per prendere il foglio delle risposte.
Mancava la figura di cacca, vero? Era andata troppo bene l'altro giorno...
Vado adesso... no. Vado ora... no. NOW OR NEVER!
"Mi scusi, opfoo dimehysgnticgato il fjhgodglaio" mi esce. "Male! Molto male!" Ti sta prendendo in giro, non fare la figura del soggetto demente. Sorridi. Mh, bocca paralizzata.
"Ecco" "Grazie!" e ride. Simpatica.
Una ragazza si avvicina al mio banco... si siede accanto a me. Giro la testa per salutare ma non mi caga di striscio e con abile agilità mi volto a guardare le "bellissime" finestre. Simpatici qui, eh? Un altro ragazzo firma e va a posto. Io muto. Che stronzo. Ma è dall'altra parte del Mondo e c'è un silenzio tombale, dovrei urlare? Lol non esiste. Ecco, se n'è accorto. Meno male, non sono solo.
"Faremo l'appello adesso, per vedere se ci siete". Vergogna... ma cosa si dice? Presente come al liceo? Si alza la mano? Boh, è tutto nuovo, mi ci vorranno ere per abituarmi. Stomale. "Prsdntte" è la risposta al mio nome.
Tra studenti senza carta d'identità, e studenti che sbagliano e si iscrivono in Mediazione anziché Comunicazione (stavo per piangere per lui, povero), si parte in ritardissimo.
"Scusate, non è facile gestire tutti questi studenti e farli iniziare allo stesso momento..."
Ciccia, venerdì c'erano 3000 studenti e una ventina di corsi di laurea, ed è stato tutto veloce, regolare e puntuale. Voi avete due corsi cagati e 800 studenti. Ma dove sono finito? Aiudo.
Completo il test nei primi 20 minuti, ne ho ancora 70 davanti, 25 volendo uscire prima.
Ma ventitré vuole l'accento o è ventitre? Fuck this shit, non ho mai studiato questa roba. Secondo me 'ventitre' atono è sbagliato. No, 'doposcì' tonico suona peggio, ma secondo me è l'altro... ma due risposte A di seguito.. boh. Mettiamo doposcì come sbagliato.
Tempi verbali sconosciuti e dubbi su date mai studiate, ansia ansia ansia. La parte Storia&Geografia mi da non pochi problemi, indeciso sempre fra due risposte, inizio a metterle ad minchiam; avevo già messo in conto di avere il debito in quest'area. Non ho studiato niente. Me lo merito. Ma sono contento così. Ma la Patagonia? A me ispira l'America meridionale... La parte d'inglese verifica il livello A1 esagerando, vabbè.
Guardo il soffitto, scruto l'aula, osservo i banchi. Un'aula che fa decisamente paura. Vecchia, sembra di stare in un tribunale nazista. Lavagnette contornate di marmo verde. Creepy.
Consegno dopo 50 minuti perché 90 sono decisamente troppi.
E poi. La correzione collettiva. L'ansia che si palesa in ogni sua forma e colore vedendo i cazzo di errori che ho commesso. Scambiata la longitudine con la latitudine. Voto alle donne nel '48 e non nel '46, risposte giuste poi cambiate all'ultimo...
Ho ufficialmente finito coi test. E ufficialmente ora devo aspettare i risultati di entrambi. Ufficiosamente (forse) so già tutto.
Che giornata strana, sempre all'insegna dell'ansia.
* Giuro che ero convinto fosse Serena Van der Butzen.
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