mercoledì 28 settembre 2011
Flusso di coscienza #1 (status quo)
Messo il corsivo, possiamo iniziare. Adesso devo solo scrivere quello che mi passa per la testa e basta... ma ora penso al pensare, e ricado nel solito loop quando faccio questo eserc.. esercizio? No, questa.. cosa vabbè, non mi fermo sennò perdo il filo. Pausa per guardare la tv. Ho sempre odiato Striscia la notizia ed è fastidiosa, spengo la tv. Fatto. Di cosa volevo parlare? Che cosa dovevo dire? Non mi ricordo, ah sì l'università. Boh, volevo scrivere di quello che penso ma in realtà ho questo grande mattone d'ansia dentro che è difficile da spiegare a parole. Orribile sensazione. E non so se mi passerà, è questo il brutto. Mi fa male il cuore. Bum bum bum bum, aritmia quasi. Non so se ci riesco, di nuovo, il tempo cancella anche le cose belle purtroppo, sparirà come sono spariti tutti gli altri... non rileggo, rileggo dopo, però ho perso il filo di nuovo. Prurito. La schiena mi fa male, il pc mi farà diventare una talpa cieca e con la gobba, mi devo limitare. Ma tornando all'università. Boh, ho tanti dubbi, e sì che ero all'accoglienza matricole e mi son dimenticato di fare le domande più importanti, ché ancora non ho capito come funziona 'sto benedetto esame di inglese. Esercitazioni, teoria... ma tutto alla fine? Perché così mi ritrovo 3 esami adesso e 3 dopo, ma nel frattempo probabilmente ci sarà un primo esonero di Storia... aiuto, non ho molta voglia di studiare. Ho paura che verrò risucchiato dai libri e non so cosa scrivere, perché ho molta paura. Questo pezzo dovrebbe finirsi da solo, non c'ho voglia di spiegare tutto. Vabbè, il pranzo non-pranzo, alla fine però non ci vuole molto per arrivare/tornare... 1 ora massimo, col traffico. È che ho lezione alle 8 due volte a settimana... e chi ne ha voglia di alzarsi presto? Io no di sicuro. Cambierà tutto, forse in peggio, non so, mi sono affezionato troppo al sistema scolastico come era al liceo. Ora sono solo... io e gli esami. Indipendenza. Che bello, direbbero molti, io dico che schifo. Ma perché non ne sono capace, mica per altro... magari avessi già maturato a tal punto da sapermi gestire le cose. Cosa è andato storto nella mia vita? Perché sono cresciuto così insicuro e sempre alla ricerca di approvazione? Vabbè, lo so, ma non ho voglia di parlarne. Le punte delle dita si stanno intorpidendo... e non sono neanche sicuro che questa frase sia giusta. Prima o poi lo dovrò scrivere quel post. Sarà doloroso, faticoso, ma è da mesi che ci penso, e lo devo fare, mi servirà. La schiena. Ho fame, è ora di cena, ma non ho voglia di alzarmi né di parlare con nessuno. Ecco cosa dovevo dire, che non ho ancora detto ufficialmente che sono iscritto, ma non so se interessa a nessuno... per cui tengo tutto per me e non c'è modo di liberare quest'ansia forse in parte anche comprensibile. Magari ora controllo la posta... aggiorno Twitter, no ok niente di interessante. Ma... no, lasciamo stare, non ci voglio pensare a quello adesso, non ho voglia di deprimermi più di così. Eppure... no, eppure un corno. L'ansia cresce intanto eh, non so perché. Sarà che son rimasto senza specialistica, e non ho la più pallida idea di cosa farò fra tre anni o nella vita, non so niente di niente. Che fallito. Ma i libri li dovrei iniziare a comprare? Perché nessuno dice niente in questa facoltà di cacca, una cosa incredibile... che scemo però, dovevo chiederglielo, ma c'era così caldo e Paola stava rompendo e me l'ha fatto dimenticare. Donne... comunque boh. Son sicuro che in questi tre anni cambierò idea ancora e ancora, insomma voglio dire... guarda dove ti sei iscritto che fino a dieci mesi fa dovevi andare in Fisica. Forse ci dovevo andare, ho fatto la scelta più banale e semplice alla fine... Massì, troverò la mia strada, o lo dico per autoconvincermi? L'ho scritta giusta la parola? Mi pare di sì, ma la sottolinea in rosso, vabbè. Dicevo che non voglio pensarci se è per autoconvincermi. Basta. Troverò la mia strada. Prima o poi. Respiro profondo. Va tutto bene. Va tutto bene. Va tutto bene. È normale, ti prego, stai calmo. Le vacanze finiscono e non le rivedrò mai più... non ho voglia di studiare, o forse sì... silenzio. Vuoto totale. Non penso. Il rumore del pc mi incanta, sono passati 14 minuti, sembravano meno ma l'ansia ancora c'è, la sento tutta lì, nello stomaco. Ansia che diventa nausea, da circa due settimane. Non ne posso più. Riposo. Che casino la mia testa, c'è così tanto chiasso e poca sostanza... ma son sempre stato così: tante chiacchiere, ma alla fine non sono questo granché. Cavolo, fossi almeno un genio in qualcosa, e invece sono solo bravo un po' in tutto. Che sfiga. Ma proprio a me? Però penso troppo, as usual. Ma boh vabbè lallà trallallero papapa firulì firulà dentista, quasi finito di pagare! Cosa c'entra? Lunedì inizio, che paura. Non ho idea di quello che mi troverò davanti. E se nessuno è simpatico? E se i prof sono tutti stronzi? Ne vale la pena? Vediamo quest'anno come va... se vabbè, 'na parola, intanto mi devo fare sei esami pesantissimi che la gente mi guarda male quando li dico. Forse sto scrivendo troppo e a nessuno importa quello che dico ma pazienza, possono anche fermarsi qui e andarsene. Io scrivo, chi legge legge. A me fa bene scrivere, peccato che l'abbia scoperto da poco. Sto ini mi chiamano che c'è? È pronto? Boh sento parole confuse, nessuno si sforza mai di alzare poco poco la voce, però vabbè. Non ho neanche fame, il solito stomaco chiuso rumore di piatti, sta apparecchiando, non è pronto. Altri dieci minuti dai, ce la si fa. Alla fine ho detto tante cose confuse e non come volevo, però rende bene il casino - e oggi sono anche tranquillissimo - del mio cervello. Penso troppo, ma questo l'ho già detto pensato scritto quellocheè. Mi ricorda l'esercizio di inglese, mi stavo troppo ingarbugliando. Musica. Ci vuole Ludovico Einaudi, dopo. Mi rilasserà? Boh, sono tutto contratto. Dico molti boh, ho notato, e uso troppo i puntini di sospensione. Arcangeli mi farà nero. Che odio... in questo periodo dell'anno in genere mi ritorna la voglia di studiare, da sola, come un processo automatico, invece quest'anno è a sprazzi, ogni tanto sì ma dopo 5 minuti non più. Forse è ancora presto, chi ne ha voglia di studiare? Un po' si dai, ma non così tanto... poi io son pigro. È la fine. Respiro, rilassa i muscoli, vai avanti. Fan male le dita, la barba punge sul collo e sabato devo andare a vedere Carnage nell'ultimo fine settimana libero della mia vita (o dei prossimi 3 barra 5 anni) ma la magistrale? Di nuovo? No ti prego. Vabbè, mi devo lavare le mani, e piano piano mi vien sonno. 7 tweet nuovi, andiamo a vedere. Niente di che, ma mi chiamano a mangiare. Che fatica scrivere i pensieri, ma mi piace. Fame. Chissà cosa c'è. Vado. Ora mi fermo. Non posso fermare i pensieri, devo fermare le mani, ora...
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