sabato 22 ottobre 2011

Accozzaglia di pensieri (climax 20-22 ottobre)

Vedere la persona che sono diventato mi fa vergognare di me stesso.
Mia madre rompe perché sono "strano", perché non rido più, perché non mangio più.
Altri silenzi che fanno male.
Come cazzo osa?
Le parole sono potenti. Smettetela di usarle per dire cose che non pensate o fare promesse che non potete mantenere.
Sono distrutto. Mentalmente e fisicamente. Sono uno straccio.
Coglione anche io che controllo ancora Twitter.
Non frequentare inglese mi fa sentire pesantemente in colpa.
Del resto, lo shopping il venerdì mattina è meraviglioso. E ho un giorno "libero" in più.
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Affogo nelle lacrime.
Devo stringere i denti e andare avanti.
Ci vediamo a Forlì, ma non così.

giovedì 20 ottobre 2011

sabato 15 ottobre 2011

Cronistoria di un venerdì notte

Ore 22:23
Guardo "Viva Zapatero" su La7 col computer accanto.
Aggiorno siti a caso, aspettando il nulla. 

Ore 22:24
Sbirciatina a Twitter. Non dovrei. Nervoso. Chiudo Twitter, mi sdraio.
Leggo l'introduzione del manuale di Linguistica.

Ore 22:30
Inizio il Capitolo 1: Il linguaggio verbale.
Ma sto pensando ad altro. Come sempre.

Ore 23:02
Mi fermo a pagina 12, è tardi per continuare; nel frattempo ho pensato ad "altro" una ventina di volte e mi sono bloccato più volte su almeno 5 frasi.
Torno al computer, aspetto che succeda qualcosa.
Rileggo quel messaggio altre 3 volte, per un totale di almeno 50 letture.

Ore 23:04
Penso. Scrivo. Penso.
Sono triste ma non riesco a reagire, o a fare niente.
Apatia totale, lascio scorrere tutto, non mi importa più di niente.

Ore 23:07
Giro per la camera senza sapere cosa fare. Sfoglio i libri, come se avessero le risposte ai miei problemi. Ho voglia di studiare, per non pensare ad altro. Ma sono stanco.

Ore 23:10
Riguardo alcune foto. Devo respirare forte: il cuore va veloce...
Una raffica di "what if" invade la mia mente; routine, ormai. 
Bivio: tornare indietro o andare avanti?

Ore 23:13
Torno a sdraiarmi, sapendo di aver bisogno di una distrazione: non si può andare avanti così. Appena poserò la testa su quel cuscino succederà di tutto, vedrò cose terribili... ma io voglio vederle. O voglio vedere solo alcune cose, e immaginare ancora una volta di trovarmi fra le braccia di qualcuno.

Ore 00:58
Mi sveglio. Mi ero addormentato immaginando abbracci e carezze.
Un telefilm qualsiasi in tv, sbadiglio.
Ricontrollo che tutto non sia stato un sogno: no, quel messaggio è ancora lì, e ci resterà ancora per molto... sarà il mio pane quotidiano, fino a quando non tornerò alla realtà.

Ore 01:00
Torno al pc. E-mail non ricevute. Ripenso. Libri. Ripenso. Cellulare. Ripenso.
Possibile che ogni cosa sia legata - anche lontanamente - a un ricordo?
Penso alle tonnellate di bugie degli ultimi mesi. Dette e ricevute.

Ore 01:19
C'è una sorta di schema, che, ciclicamente, si ripete. Ad libitum.
Meglio cercare di soffocare i pensieri nel sonno: domattina, se avrò un po' di fortuna, non ricorderò niente.

venerdì 14 ottobre 2011

Delusione totale

I (miei) libri universitari nuovissimi non hanno odore!
(a.k.a.: Facciamo finta che vada tutto bene)

lunedì 10 ottobre 2011

Maschere

Ci illudiamo di crescere, man mano che la vita va avanti. Solo perché il nostro corpo subisce dei cambiamenti, o perché impariamo parole nuove. Ma se fosse il contrario?
Più viviamo e più siamo vittime di una realtà che ci cambia a suo piacimento, talvolta senza neanche che ce ne accorgiamo, e quindi ci costruiamo un'identità che è sempre più lontana da noi, una maschera sempre più grande. Io questo lo chiamo regresso.
Tutto intorno a noi è "rumore", tonnellate di informazioni e comportamenti ci modellano il cervello facendoci adattare a quella realtà, piuttosto che modificarla noi stessi su nostra misura. È ciò che ci circonda a forgiare le persone che diventiamo? Siamo davvero liberi, o piuttosto vittime di un meccanismo più grande di noi, incontrollabile? 
Siamo prigionieri di noi stessi, rinchiusi in un corpo che è la nostra gabbia che non rispecchia quello che siamo veramente. Cosa siamo allora?
Forse siamo tutti la stessa cosa, tutti pezzi piccoli di un grande spirito originario. Quello che ci distingue è magari una più o meno marcata influenza della maschera che ci viene posta fin dalla nascita. I nostri genitori, anch'essi mossi da un burattinaio invisibile, costruiscono intorno a noi un ambiente di falsità che ci diversifica.
Che rapporto c'è fra corpo e "spirito" (o qualsiasi altro modo in cui vogliamo definire la nostra identità)? Che senso ha avere un corpo, che poi viene giudicato dalle persone, se non rispecchia chi sei veramente? Una bellissima persona - dentro - potrebbe vivere una vita da miserabile perché la gente, che guarda da fuori, vede solo un recipiente brutto. Che scopo ha la materialità dell'uomo?
Di conseguenza, come distinguere ciò che siamo noi dalla maschera che ci viene impressa a fuoco sul viso? Esiste un punto di "non ritorno" in cui le due cose convergono e non si separano più? E se tale punto c'è, siamo in grado di accorgerci quando questo fenomeno avviene? Siamo schiavi delle leggi fisiche che governano l'universo, schiavi di regole che ci siamo auto-imposti, di stupide convenzioni che ci allontanano sempre di più dalla nostra identità originale.

giovedì 6 ottobre 2011

Liceo: trattamento di fine rapporto

Quando si dice un rapporto di amore-odio.
Diciamocelo, il liceo può essere un inferno o un paradiso sociale, dipende da dove sei collocato nella "piramide gerarchica studentesca". Non ci sono molti gradini a dire il vero - certo, ci sono molteplici sfumature - ma generalmente o sei sfigato, o sei normale / quasi cool o sei un figo. La classe di appartenenza tipicamente non è qualcosa che si sceglie, ma che la società ti attribuisce in base al tuo modo di essere, di vestire, di parlare, di respirare e via dicendo; non c'è neanche bisogno che qualcuno te lo certifichi: lo sai da te. Spesso si mantiene lo stesso status dalle elementari al liceo; in casi più o meno rari, avviene la "trasformazione", in ogni caso difficilmente si riescono a scalare due interi gradini (siano da figo a sfigato o viceversa). Io, manco a dirlo, ho sempre fatto parte della porzione posizionata più in basso, anche se posso dire (o voglio autoconvincermi?) di aver quasi raggiunto lo step di "normale" negli ultimi due anni.
Inutile dire che vivere il liceo da sfigato non è la migliore delle esperienze. Ok, non dico che sia come nei migliori telefilm americani, con bulletti palestrati e ragazzi che soffocano chiusi negli armadietti, ma più che altro - o almeno, io l'ho vissuta così - si tratta di emarginazione, o se vogliamo, una "civile coesistenza confinata alle 5 ore di lezione quotidiane e dopo chissenefrega di te".
Tuttavia, l'aver trascurato per gran parte della mia vita l'aspetto più social dell'essere un teenager (e questo, ahimè, è l'ultimo in quanto tale), non significa ad ogni costo che io il liceo l'abbia odiato. Anzi. Visto che da un lato non ricevevo grandi soddisfazioni in quanto ad amicizie, da un altro lato son riuscito a ottenere grandi risultati nello studio, e questo è quello che sinceramente più mi importava (importa?). Poi bisogna anche dire che tutto dipende dai professori che ti capitano, e io ho avuto tanta fortuna in questo, sia nel biennio nel corso L sia nel triennio nel corso H (giusto per vantarmi, la mia classe è stata quella con la media più alta della scuola per gli ultimi 3 anni nonostante i 27 alunni). Quindi su questo punto non posso proprio lamentarmi. A riguardare indietro, già mi manca. Perché comunque in quella scuola c'era un'atmosfera magica; tutte quelle persone come formiche che freneticamente invadevano ogni andito e si distribuivano sui 4 piani ogni mattina... tutti con le aule vicine, nello stesso edificio, e tutti i giorni prendere lo stesso pullman alla stessa ora con le stesse persone. Routine, certo, può essere anche una cosa brutta, e probabilmente lo era, quando la vivevo in prima persona. E magari neanche ci facevo caso a tutto ciò, perché lo davo per scontato, di vivere la stessa scena ogni giorno, ogni settimana, ogni mese. 
I bidelli che non sopportavo, adesso li vorrei rivedere ogni giorno. Le bidelle stronze che non fotocopiavano, le vorrei ancora insultare. Mi manca il bar di Mondo (così si chiamava lui) e le sue urla a destra e a manca, anche se in 5 anni ci avrò comprato sì e no due panini e due pizze al taglio.
Ho un bel ricordo di quel posto, tutto sommato.
(Eviterei però di ricordare la palestra, che meriterebbe tutto un post a parte).

lunedì 3 ottobre 2011

Il primo giorno di una nuova vita

"E così inizia un nuovo anno scolastico eh?"
"Accademico, prego."
"Oh, mi scusi... le devo dare del lei?"
"Mi dia del Magnifico, già che ci siamo."

Inizia così, con un banale dialogo con madre, la mia avventura alla conquista del mondo post-maturità. O meglio, inizia circa un'ora prima, quando la sveglia del cellulare suona alle 7, ma ciò che è successo in quel lasso di tempo si può ben immaginare: mal di pancia, brividi, anZia e una rasatura che neanche Edward Scissorhands. In testa mille pensieri frenetici. A momenti super-convinto, a momenti paralizzato dal terrore.
Chissà che tutto succederà oggi. Mi piacerà?
La tattica per l'arrivo ormai è consolidata e rafforzata dall'esperienza degli ultimi cinque anni: 10 minuti casa-fermata, prendere l'8, scendere dopo circa mezz'ora con traffico quasi intenso, poi 58 fino alla fermata davanti alla facoltà, in un quarto d'ora. Appunti: 1. Mi ero dimenticato, dopo la mancata frequentazione dell'8 negli ultimi mesi, gli adorabili odori che emanano specialmente i viaggiatori di quella linea. Io dico: si può, alle 9 del mattino, appendersi alle maniglie in alto e riuscire a riempire l'intero pullman in meno di 5 nanosecondi di un fetore d'ascella sudata? Sì, si può, evidentemente. 2. Il 58 ha problemi simili ma legati all'utenza di età avanzata (possibile decomposizione in atto), ma è molto frequente la mattina, se è pieno si aspetta e passa neanche cinque minuti dopo.
Insomma, arrivo 40 minuti prima dell'inizio della lezione. Mi pianto davanti all'ingresso dei due Auditorium e studio le persone attorno. Questo è gay. Questa mi sta fumando addosso, già la odio. Queste due entrano, ma si entra già? Proviam a entrare, tornano indietro, allora esco. Quando entreranno tutti entrerò anche io. Non facciamo cazzate almeno il primo giorno. Ma ora che faccio 40 minuti qui in piedi? Vediamo se c'è qualcuno che conosco... neanche per idea. Sorrido quando penso che è come il primo giorno di scuola, emozione. Poi la smetto anche perché non è normale ridere da soli. "Scusa, è qui la lezione di Linguistica?" "Ahm, ehm, buigsdiufi904 sì credo, non sono entrato biugdur" "Ok, grazie" Almeno non sono l'unico a non sapere niente. E perché mai al mondo con tutte le persone che ci sono qui, questo chiede proprio a me? Iniziano ad arrivare altre ragazze, ragazze, ragazze, un ragazzo, ragazze, ragazze... ehm, sì, ok. Entrano tutti e riescono pure, troppo presto ancora. Alle 10 in punto quasi ci ammazziamo per entrare da quella porta, c'è la corsa al posto. Seconda fila, medio-centrale... ma che sono queste sedie? Aiuto, scomode! Tutte appiccicate, vabbè, mettiamoci qua. Da bravo asociale mi seggo quasi al centro in una fila - la quarta - quasi vuota, a due metri dal tavolo, non ho nessuno vicino. Dai porca paletta, mettetevi qui... ma son tutti a gruppetti, si conoscono già... sarà dura. Due tizi si siedono accanto a me parlando tra di loro, manco mi guardano. Domani andrà meglio, e mi sforzerò di dire almeno un "ciao". Alle 10.15 puntualissimo, un distinto signore sulla quarantina sfila in mezzo a tutti senza dire mezza parola avviandosi al suo tavolo. Luci (accese dal tecnico, perché il professore can't be bothered), proiettore, avvio di windows 7, millemila avvisi dell'antivirus, slide pronte, microfono acceso, via. Quaderno aperto, penna in mano, presentazione. Come ho vissuto quelle prime due ore non lo saprei dire. Meravigliato da mille cose, spaventato da mille altre, ansioso per tutto e stranito come davanti a un quadro di Pollock. 
Prendere appunti mi era mancato. Seguire la lezione non è stato difficile, non era impegnativa, con 10 minuti di pausa in mezzo due ore si reggono meglio. Magari alla fine il parlare lento del professore (ma meglio così), l'argomento introduttivo e il microfono con l'audio che va e viene, fanno sentire il peso del tempo che passa, ma suppongo sia questione di abitudine. Ritmi diversi, orari per mangiare completamente sballati. Nota positiva: il prof è disponibile e nonostante la serietà ogni tanto si lancia in qualche divertente battuta, simpatico. 
Sguardi e silenzi imbarazzanti durante le pause. Occhi che si incrociano e che si evitano subito. La pancia fa rumore, ingurgito un kinder bueno, speriamo basti, non ho proprio voglia di iniziare a far colazione a 19 anni. Devo trovare una soluzione.
Il professore se ne va, controllo il cellulare che ho dovuto spegnere. L'ansia che possa squillare durante la lezione nonostante lo stato di "silenzioso"?? Cosa volete farci, son fatto così. Puffanta messaggi da Twitter e da amici, di nuovo rido da solo. Se mi faccio almeno un amico entro quest'anno grido al miracolo.
Le due ore (ridotte a una) di lettorato d'inglese si rivelano un tedio mortale. Il madrelingua è simpaticissimo, per carità, con il suo adorabile accento di Bristol, ma non mi si possono propinare 20 minuti di spiegazione dell'indice del testo adottato. E non mi potete dire che io davvero devo tornare al Pre-Intermediate. Mi sparo. Per ora, vediamo come va, al massimo non frequento, ché posso anche non dare questa parte dell'esame se presento il PET (e se porto il First? Mi danno la laurea breve?) e poi mi leverei anche il venerdì... idea allettante. Il tempo passa lentissimo, ma finisce tutto prima di quanto mi aspettassi e mi precipito alla fermata. Ancora non capisco cosa sia successo.
Pullman. Casa. Pranzo.

Ho tralasciato tante cose che avrei in altra occasione spiegato più approfonditamente (libri, aule, persone, curiosità, cazzate), ma preferisco non appesantire troppo il resoconto di una giornata molto strana. Mi è piaciuto? Mi ha interessato? Mi ha colpito? Non lo so dire, devo mettere ordine nella mia testa. Di proposito non ho scritto il "Flusso di coscienza #3 (Dopo)", forse aspetterò di avere le idee chiare; ma ci sarà.
Trivia: durante la mattinata ho pensato la parola "fisica" una decina di volte.
Per ora posso solo invocare gli dei dell'Olimpo per la sveglia alle 6 di domani. Per la lezione delle 8. Di storia. Se non mi sentite entro domani sera mi son buttato dal bastione.

domenica 2 ottobre 2011

Flusso di coscienza #2 (Prima)

Inizio così, come niente, anche se sto per mangiare poi interrompo e riprendo. Nausea, o se odio la nausea, ho quest'ansia dentro che non ti dico, sto malissimo. Mangerò? Non credo. Pausa per pensare a cosa scrivere e intanto scrivo... ho fatto tutto, la borsa è pronta, lo snack c'è, l'astuccio eccetera anche, non ho dimenticato nulla. Sì ma ora il problema è che dice che c'è sciopero dei pullman domani, se è così sono fottuto. Che cavolo faccio mò? Vado a piedi? Aiuto, non ci arriverei mai vivo. Però ci son le fasce protette... speriamo, vabbè ci vado tre secoli prima del dovuto. Lezione alle 10 e sveglia alle 7? Mi sembra logico, ché mi devo anche docciare e sbarbare, che palle, sarò lentissimo, e figuriamoci con l'ansia che ho ora cosa sarà domani mattina. Domani inizia una nuova grande fase della mia vita, ma che cosa sto dicendo? No è tutto sbagliato, non dovevo scegliere sto corso, almeno in mediazione avrei avuto un indirizzo più preciso, e forse sarei stato più contento, ma gli esami mi piacciono più qui aiuto non capisco più niente... dove mi porterà tutto ciò? Non so neanche cosa mi aspetta domani. Lezione, wow. Che cosa strana... e conoscerò i miei futuri colleghi. Avranno gli stessi miei dubbi? Non credo. E poi c'è Paola che però è in mediazione e l'anno prossimo vuole andarsene fuori, beata lei che può, non abbiamo lezioni in comune. Sarò completamente solo. E così dovrebbe essere, ma che paura ricominciare daccapo. Sarebbe la prima volta dopo tanto tempo... no sarà, non sarebbe, che entro in un'aula senza nessuno che conosco... le elementari per la precisione, sì alle medie avevo lui lui quell'altro... e poi al liceo Matteo e Chiara, e anche quando ci hanno cancellato sì che bel termine, eliminato la classe siamo rimasti insieme. Boh ma son l'unico scemo che si fa tutti questi problemi e li dice al mondo intero, vero? Prurito alla manooooo eh ma sempre quando scrivo! Meglio ora, ma c'ho ancora il mattone gigante in pancia, mi vien quasi da piangere dalla paura. Ma dove sto andando? A che scopo tutto questo? Vabbè, domani mi consola il fatto che in qualche modo tornerò a casa, mi stenderò sul letto, respirerò profondamente, guarderò uno o due telefilm, tre contando xfactor, e mi rilasserò copiando gli appunti, che bello copiare gli appunti! Peccato che mi escano più belli quelli che prendo a lezione, boh. Vabbè, cambierò tattica. Continuerò a prenderli a matita o a penna? Matita è comodissima, cancelli e riscrivi perché son troppo perfettino, devo sempre rispettare i quadretti e se c'è una parola scritta male la riscrivo, che freak. Rumore di passi. Dunque mi limiterò a studiare quello che c'è da studiare e ad andare avanti senza pensare troppo all'università, forse qualcosa verrà fuori da sola, no? Non è tutto la scuola, ho anche una vita, no? E poi non si va il sabato, altro tempo libero fra virgolette ché tanto lo so che c'è molto da studiare, ma sto benedetto esame di inglese? Mo' dice di guardare le pagine dei docenti ma a me non ne hanno assegnato nessuno ancora, bella merda. Ho troppa paura di fare qualcosa di sbagliato ora che ci sono mille pensieri nella mia testa, quasi esplodo. Martedì i documenti per l'iscrizione in segreteria, domani lo sciopero aiuto che faccio? poi l'abbonamento ctm dovrei andare domani, ma non ho voglia, strano solo che poi si fa tardi scemo, e devo pagare, soldi? dovrò chiedere, ovviamente. Pausa respiro, ho la pancia contratta. Le braccia, posizione scomoda. Si muovono le dita quando voglio mangiare chiede sì boh dopo, avrò fame? Tenterò, ma meglio stare leggeri. Dai calmati, la testa parla troppo velocemente, parla di foto mi ha interrotto la scrittura per una foto da piccolo, vabbè, che bellino che eri e che sei, ma lol madre, questi complimenti assurdi e stupidi. Dicevo? Ho perso il fil ah sì cercavo di rassicurarmi con scarso effetto aspetto una risposta da lui, ma sarà sempre tutto così? Alti e bassi? Perché mi sembra di essere uno psicopatico con tutti questi sbalzi d'umore, anche a distanza di pochi minuti. Ora ho voglia, ora no. Voglio non pensarci, e non ci riesco. Cose da fare! Oltre all'abbonamento devo trovare la la la come si chiama? la sostituzione? oh che palle non mi viene, accidentiiiiiii scrivo tante i e prendo tempo ma non mi viene. Il succo è che ho comprato l'agenda ma da qui a dicembre sono scoperto... mi farò qualcosa su excel, mò pensavo al first che non ho capito bene perchè c'è un avviso confuso, vabbè, prima o poi chiederò a qualcuno. Però sì, davvero, devo smettere di pensare così molto ma come si fa? Sono logorroico dentro, la schiena anche stavolta, mi metto dritto, mamma uccide zanzare, credo. È buio, a che ora dormo? Vorrei le 11 ma non ci riuscirò mai, devo mettere la sveglia sul cell comunque, che nausea oh! Reeespiro. Via. Nausea ancora, ma l'abbraccio mi ha dato una piccolissima leggera forza d'animo, lei c'è. Lui no, posso andare avanti così? Non è giusto che debba vivere questo nuovo traguardo della mia vita così male per colpa sua. Rovina sempre tutto eh? Io sarei anche stufo... non se ne può neanche parlare che tanto si cambia discorso. A pranzo oggi tipo neanche dei soldi stanziati alla facoltà di lingue... meglio così, non ne voglio parlare o meglio sì ma non con loro, è tornato. Che noia, scrivo tanto eh? Controllo twitter... niente, mal di testa però... ero riuscito a consolarmi? No, ora più che mai ma non buttiamoci giù, l'idea era quella di tornare a casa e non pensare a niente, copiare gli appunti e basta. Apatia? Non voglio prendere quella strada, cioè non è così che dovrei vivere il tutto, no? Per me non sono neanche lezioni, vado ad ascoltare delle cose che mi interessano perché un po' mi sento obbligato e poi do gli esami, forse ho perso un accento da qualche parte. Ma comunque, non dovrebbe essere così, però mamma era la prima, tra virgolette non devi scegliere pensando al lavoro ma a cosa ti piace, io ho fatto così e non va bene. Io avrei scelto fisica, simpatico il cugino ma adesso mi sono anche un po' rotto. Io l'avevo detto, ve lo dico quando ho deciso, quando son sicuro ma loro no, hanno insistito e insistito e ho dovuto dire le alternative dopo mesi e mesi, e adesso che hanno perso la possibilità di avere un figlio genio è tutto un criticare, madò take it easy, ma ringraziate che ci vado all'università che ci son certe capre che neanche sanno cosa è. Tanto poi lavoro non ce n'è per nessuno, e io non voglio andare fuori Italia, per paura magari, ma non ci vado, per ora ovviamente, e quindi il lavoro dicevo manca per tutti e mi son dimenticato l'altra cosa... accidenti, che malato di alzheimer si scrive così vero? come la cassiera ieri haha simpatica lol. Ma dicevo che il lavoro... il lavoro cosa? Non c'è, ah ecco! Che poi si finisce spesso per fare un lavoro che non ci azzecca nulla. Ma sì, e se voglio lavorare alla cassa di un cinema per tutta la vita? Oh, c'è fresco d'estate, caldo d'inverno, seduto a fare biglietti e parlare al microfono faigo. Vabbè, deliri, ma comunque non so se userò la mia laurea, in questa Italia non ci son più certezze guarda Luca dove è finito! Finirò a lavorare alla Vodafone, me lo sento. Haha son proprio pazzo io dovei andare dalla psicologa ma chi ne ha voglia! Per ora scrivo, e vediamo se migliora. Intanto il tempo passa aiuto domani si inizia però ora mi sembra già diverso... ci sarà tanta gente, io odio la gente, ma magari ci sarà gente simpatica e carina... già, carina, ma ora non sono interessato, e vorrei esserlo. Dio, quando l'anno scorso dicevo che stavo benissimo da single, vorrei tornare a quel momento perché l'amore è uno schifo. Avessi davanti a me l'Andrea di un anno fa, mi starebbe prendendo a schiaffi. Anche le cose che ho fatto... ma quando mai? Io ero romantico, e sognatore, il chiaro di luna e le rose... dove è finita quella roba? Guarda cosa c'è ora, un ragazzo superficiale e porco, neanche ci voglio pensare per carità, però c'è quella questione... l'amore non si programma, succede e basta. Purtroppo a me succede sempre nelle condizioni sbagl messaggio diretto! sms! mail... risposto, musica da fazio viene da lì ma non c'è lucianina, sonno e fame, fame? no ho detto che non ho fame, Dio pure incoerente sono. E impulsivo. Altri difetti? Egocentrico, egoista, permaloso, pesante... vabbè abbiamo capito, non c'è bisogno di scendere nel dettaglio. Yaown. Non si scrive così ma fottesega, è la mia mente e dico quel che voglio, anche Bolognia e Caglari. Elettroencefalogramma piatto. Biiiiiiiiiiiiip. Grey's anatomy, house... droga proprio. Sì che poi il passo dalla medicina alla droga è veramente piccolo, e non parlo di farmaceutica. persone. Awww. Mieleeeee, pensieri stupidi. Università, aule, lezioni, futuro... che faccio? Anche basta, direi, che dicono? Parole confuse, guardo la tastiera, guardo il monitor? Guardo il monitor. Quante parole e quante sottolineature rosse! Twitter. Gmail. Quaderno ad anelli, fa male il mignolo sinistro, scuoto. Perché parlo se non dico niente? Oh, è la mia testa questa. Ma una volta stavo dicendo qualcosa... che cosa però? Boh, ricordo del lavoro e dello schiaffo. Facciamo che basta. Ma il panico ragazzi una roba che non vi immaginate. Io spero di avere una vita sociale attiva da ora in poi per compensare la disastrosa vita mentale barra universitaria. Sì, ecco, freghiamocene dell'istruzione e diventiamo più social. Tanto io seguo il cuore, non la ragione. Se ho persone che mi vogliono bene, a cui voglio bene, e magari da amare ma non adesso quello, perché non si dice, vabbè ma finisco la frase, se ho queste persone a me non importa di nient'altro ecco. Per me amore e amicizia vengono prima di tutto. Ho fatto la scelta sbagliata? Chissene, ho una persona al mio fianco. Nulla può andare storto. vabbè, questo nella mia testa, nella realtà non sarà così, ma basta conoscere gente che non posso vedere mi stava uscendo una bestemmia pure. Io dico che è ora di smettere eh, però potrei continuare in un quadernino, così anziché tediare il mondo scrivo non mi sento la gamba, l'ho accavallata certo, sei cretino. Dai tanto domani faccio il dopo tra parentesi, per cui mi sfogo anche domani, sperando che siano solo cose positive. Adrenalina da scaricare. Mo' basta, mi fermo, mi fermo, tipo le macchine, non è che inchiodo, rallento piano piano, come l'anestesia, 10, 9, 8...

sabato 1 ottobre 2011

Estemporaneo

A volte penso cose talmente cattive che mi vergogno di me stesso.
Penso che se mi è negato qualcosa, nessuno dovrebbe averlo.
Sì, sono nella fase "odio tutti i fidanzati, gli innamorati e compagnia cantante".
Godrei come un matto se si lasciassero tutti, in questo preciso istante; ogni promessa infranta; ogni amore tradito; ogni rapporto distrutto.
Ma che razza di persona sono?

Non capisco. Quello che ho da offrire è solo amore, ma a quanto pare a nessuno interessa. Beh, se è così da ora in poi sarò davvero lo stronzo che tutti pensano che io sia, inizierò a fregarmene di tutto e di tutti, forse soffrirei di meno. Tanto a essere genuini, teneri, altruisti e onesti non si guadagna nulla. Anzi.

Adesso basta.