sabato 15 ottobre 2011

Cronistoria di un venerdì notte

Ore 22:23
Guardo "Viva Zapatero" su La7 col computer accanto.
Aggiorno siti a caso, aspettando il nulla. 

Ore 22:24
Sbirciatina a Twitter. Non dovrei. Nervoso. Chiudo Twitter, mi sdraio.
Leggo l'introduzione del manuale di Linguistica.

Ore 22:30
Inizio il Capitolo 1: Il linguaggio verbale.
Ma sto pensando ad altro. Come sempre.

Ore 23:02
Mi fermo a pagina 12, è tardi per continuare; nel frattempo ho pensato ad "altro" una ventina di volte e mi sono bloccato più volte su almeno 5 frasi.
Torno al computer, aspetto che succeda qualcosa.
Rileggo quel messaggio altre 3 volte, per un totale di almeno 50 letture.

Ore 23:04
Penso. Scrivo. Penso.
Sono triste ma non riesco a reagire, o a fare niente.
Apatia totale, lascio scorrere tutto, non mi importa più di niente.

Ore 23:07
Giro per la camera senza sapere cosa fare. Sfoglio i libri, come se avessero le risposte ai miei problemi. Ho voglia di studiare, per non pensare ad altro. Ma sono stanco.

Ore 23:10
Riguardo alcune foto. Devo respirare forte: il cuore va veloce...
Una raffica di "what if" invade la mia mente; routine, ormai. 
Bivio: tornare indietro o andare avanti?

Ore 23:13
Torno a sdraiarmi, sapendo di aver bisogno di una distrazione: non si può andare avanti così. Appena poserò la testa su quel cuscino succederà di tutto, vedrò cose terribili... ma io voglio vederle. O voglio vedere solo alcune cose, e immaginare ancora una volta di trovarmi fra le braccia di qualcuno.

Ore 00:58
Mi sveglio. Mi ero addormentato immaginando abbracci e carezze.
Un telefilm qualsiasi in tv, sbadiglio.
Ricontrollo che tutto non sia stato un sogno: no, quel messaggio è ancora lì, e ci resterà ancora per molto... sarà il mio pane quotidiano, fino a quando non tornerò alla realtà.

Ore 01:00
Torno al pc. E-mail non ricevute. Ripenso. Libri. Ripenso. Cellulare. Ripenso.
Possibile che ogni cosa sia legata - anche lontanamente - a un ricordo?
Penso alle tonnellate di bugie degli ultimi mesi. Dette e ricevute.

Ore 01:19
C'è una sorta di schema, che, ciclicamente, si ripete. Ad libitum.
Meglio cercare di soffocare i pensieri nel sonno: domattina, se avrò un po' di fortuna, non ricorderò niente.

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