(Rompicapo)
Ho pensato all'enigma di ieri e ho tratto queste conclusioni:
Dato che è impossibile dimenticare qualcosa di spontanea volontà, l'oblio si raggiunge solo col tempo, pertanto non pensando al dimenticare si dimentica.
Il problema in effetti è un altro: voglio dimenticare?
No.
Dunque problem "solved": siamo punto e a capo.
martedì 29 novembre 2011
lunedì 28 novembre 2011
Rompicapo
Di norma, ci penso tutto il giorno, mattina e sera.
Quando mi accorgo che non ci sto pensando, ci penso e non smetto più.
Se penso che devo dimenticare, ci penso. Allora penso che è impossibile dimenticare se per dimenticare devo pensare la cosa che devo dimenticare, dunque non dimentico.
E se anche non dovessi pensare tutto questo, ho i segni sulla pelle che me lo ricordano.
Quindi, alla fine, ci penso comunque.
Come la mettiamo?
Quando mi accorgo che non ci sto pensando, ci penso e non smetto più.
Se penso che devo dimenticare, ci penso. Allora penso che è impossibile dimenticare se per dimenticare devo pensare la cosa che devo dimenticare, dunque non dimentico.
E se anche non dovessi pensare tutto questo, ho i segni sulla pelle che me lo ricordano.
Quindi, alla fine, ci penso comunque.
Come la mettiamo?
giovedì 24 novembre 2011
Riflessioni televisive (updated)
Mi sono ritrovato, la settimana scorsa, a dover seguire la programmazione pomeridiana-serale del sabato di Rai1. Non so se fosse per il fatto che cercavo di allontanare la mente dallo studio di un orribile libro, ma tutto lo squallore che sapevo già esistere, mi si è manifestato tutto d'un colpo davanti ai miei occhi - e sfortunatamente anche alle mie orecchie - come in una terribile epifania del più grottesco romanzo gotico.
Programmi l'uno il clone dell'altro, con nomi inventati più per riempire gli spazi delle guide televisive che per definire il contenuto del prodotto stesso (forse inesistente?); scenografie di plastica e di cartone, finte quanto le facce di chi le percorre; telecamere e luci ben in mostra, come per inscenare una bell'aria da condivisione familiare; conduttori e soprattutto conduttrici sbucati dal nulla che mettono bocca su ogni cavillo gossipparo perché in qualche modo bisogna pur tappare quegli slot; sorrisi lucidi, falsi, risate tirate e fastidiosi salamelecchi; marchette e ospitate strategiche per pagarsi la macchina nuova; trucchi esagerati e vestiti riciclati; il trionfo dell'opinione random, priva di qualunque fondamento ragionato ma solo risultato di un pensiero autonomo (e quindi anche chissene). Un coacervo di minchiate propalate senza controllo, un'incoscienza inaudita nel far passare determinati messaggi senza neppure fornire una qualsiasi garanzia di ciò che si dice; irrefrenato desiderio di metter bocca sulla vita di tutti come se fosse una cosa normale; servizi inutili con immagini insignificanti e una voce smielata che riassume notizie trite e ritrite; ospiti non qualificati e inqualificabili per parlare di certi argomenti; discorsi omofobi e razzisti, religiosi e irrispettosi della diversità culturale; programmi buonisti e moralisti (sto parlando di te, "A sua immagine") che propinano mezzore di risate fasulle nel tentativo patetico di esaltare le piccole gioie della vita; presentatori cerchiobottisti che sono costretti a dare ragione a tutti e a nessuno (???); biografie storpiate, banalizzate in pochi minuti di discussione per decidere che Tizio è stato uno stolto a lasciare Tizia perché la tale lite avvenuta in tale giorno andava perdonata (ché ovviamente bisogna prendere come oro colato ciò che si legge nell'editoria-spazzatura). Arrogazione di diritti divini di giudicare tutti fuor di contesto, di imporre la propria verità su quella degli altri; passione inspiegabile per una frivola nozionistica, per far sapere come friggere il platano col minor apporto di calorie possibile, o per far conoscere a tutti la nomenclatura gerarchica dell'Aeronautica militare. Programmi come "Tutto in famiglia", "Uno mattina", "Domenica in famiglia" e qualsiasi altra combinazione casuale di 'Giorno della settimana + in famiglia' o 'Domenica + numero del canale' che la buttano in caciara dalla mattina alla sera con stupidi giochi (grazie ai quali la gente vince pure soldi, i nostri soldi), ospiti assurdi ed euforie ingiustificate (citofonare Barbara), confidenze al telespettatore mai concesse, sondaggi dalla profondità culturale pari a quella dei cinepanettoni; conduttrici appena maggiorenni che intervistano scienziati in avanzato stato di decomposizione di cui non conoscono neanche i nomi.
Programmi l'uno il clone dell'altro, con nomi inventati più per riempire gli spazi delle guide televisive che per definire il contenuto del prodotto stesso (forse inesistente?); scenografie di plastica e di cartone, finte quanto le facce di chi le percorre; telecamere e luci ben in mostra, come per inscenare una bell'aria da condivisione familiare; conduttori e soprattutto conduttrici sbucati dal nulla che mettono bocca su ogni cavillo gossipparo perché in qualche modo bisogna pur tappare quegli slot; sorrisi lucidi, falsi, risate tirate e fastidiosi salamelecchi; marchette e ospitate strategiche per pagarsi la macchina nuova; trucchi esagerati e vestiti riciclati; il trionfo dell'opinione random, priva di qualunque fondamento ragionato ma solo risultato di un pensiero autonomo (e quindi anche chissene). Un coacervo di minchiate propalate senza controllo, un'incoscienza inaudita nel far passare determinati messaggi senza neppure fornire una qualsiasi garanzia di ciò che si dice; irrefrenato desiderio di metter bocca sulla vita di tutti come se fosse una cosa normale; servizi inutili con immagini insignificanti e una voce smielata che riassume notizie trite e ritrite; ospiti non qualificati e inqualificabili per parlare di certi argomenti; discorsi omofobi e razzisti, religiosi e irrispettosi della diversità culturale; programmi buonisti e moralisti (sto parlando di te, "A sua immagine") che propinano mezzore di risate fasulle nel tentativo patetico di esaltare le piccole gioie della vita; presentatori cerchiobottisti che sono costretti a dare ragione a tutti e a nessuno (???); biografie storpiate, banalizzate in pochi minuti di discussione per decidere che Tizio è stato uno stolto a lasciare Tizia perché la tale lite avvenuta in tale giorno andava perdonata (ché ovviamente bisogna prendere come oro colato ciò che si legge nell'editoria-spazzatura). Arrogazione di diritti divini di giudicare tutti fuor di contesto, di imporre la propria verità su quella degli altri; passione inspiegabile per una frivola nozionistica, per far sapere come friggere il platano col minor apporto di calorie possibile, o per far conoscere a tutti la nomenclatura gerarchica dell'Aeronautica militare. Programmi come "Tutto in famiglia", "Uno mattina", "Domenica in famiglia" e qualsiasi altra combinazione casuale di 'Giorno della settimana + in famiglia' o 'Domenica + numero del canale' che la buttano in caciara dalla mattina alla sera con stupidi giochi (grazie ai quali la gente vince pure soldi, i nostri soldi), ospiti assurdi ed euforie ingiustificate (citofonare Barbara), confidenze al telespettatore mai concesse, sondaggi dalla profondità culturale pari a quella dei cinepanettoni; conduttrici appena maggiorenni che intervistano scienziati in avanzato stato di decomposizione di cui non conoscono neanche i nomi.
venerdì 18 novembre 2011
Bandiera bianca
Tregua. Pace. Mi arrendo.
Non so cosa ho fatto a voi o al mondo; qualsiasi cosa sia chiedo scusa e ritiro tutto.
Ma per favore, basta. Lasciatemi respirare di nuovo.
Il 2011 è senza ombra di dubbio l'anno peggiore della mia vita. Delusioni, fallimenti, decisioni, pensieri, pianti, stress, ansie, crisi, rabbia, amore, odio.
Qualcuno ha deciso di mettermi alla prova, sto cercando di raccogliere la sfida.
Ma che sfida.
Quando cadi devi rialzarti, si dice. E se invece crolli e non riesci a riprenderti?
Non è giusto. Non posso affrontare tutto insieme, non posso tollerare che appena riparata una falla se ne apra subito una nuova. Me la sono andata a cercare? Forse. Ma sto cercando di rimediare, quindi pensavo di poter contare su un qualche allineamento astrale favorevole. A un alcolizzato che sta cercando di smettere nessuno metterebbe davanti una bottiglia.
Perché allora succede a me? Solo perché non sono steso su un letto d'ospedale non vuol dire che non stia male, che non sia malato... dentro.
Cerchiamo di collaborare. Chiedo solo di sospendere le ostilità giusto il tempo di andare avanti e superare questa fase, per favore.
Non sono una persona che chiede, mai, neanche quando ha bisogno d'aiuto. Preferisco tenermi tutto dentro e non disturbare nessuno, odio profondamente quando gli altri si preoccupano per me (e infatti...).
Ma se chiedo una cosa vuol dire che, cavolo, ne ho davvero bisogno. Quindi anche se non siete obbligati, potreste fare almeno quel piccolo favore, quell'unica cosa che vi ho chiesto?
Grazie.
Non so cosa ho fatto a voi o al mondo; qualsiasi cosa sia chiedo scusa e ritiro tutto.
Ma per favore, basta. Lasciatemi respirare di nuovo.
Il 2011 è senza ombra di dubbio l'anno peggiore della mia vita. Delusioni, fallimenti, decisioni, pensieri, pianti, stress, ansie, crisi, rabbia, amore, odio.
Qualcuno ha deciso di mettermi alla prova, sto cercando di raccogliere la sfida.
Ma che sfida.
Quando cadi devi rialzarti, si dice. E se invece crolli e non riesci a riprenderti?
Non è giusto. Non posso affrontare tutto insieme, non posso tollerare che appena riparata una falla se ne apra subito una nuova. Me la sono andata a cercare? Forse. Ma sto cercando di rimediare, quindi pensavo di poter contare su un qualche allineamento astrale favorevole. A un alcolizzato che sta cercando di smettere nessuno metterebbe davanti una bottiglia.
Perché allora succede a me? Solo perché non sono steso su un letto d'ospedale non vuol dire che non stia male, che non sia malato... dentro.
Cerchiamo di collaborare. Chiedo solo di sospendere le ostilità giusto il tempo di andare avanti e superare questa fase, per favore.
Non sono una persona che chiede, mai, neanche quando ha bisogno d'aiuto. Preferisco tenermi tutto dentro e non disturbare nessuno, odio profondamente quando gli altri si preoccupano per me (e infatti...).
Ma se chiedo una cosa vuol dire che, cavolo, ne ho davvero bisogno. Quindi anche se non siete obbligati, potreste fare almeno quel piccolo favore, quell'unica cosa che vi ho chiesto?
Grazie.
domenica 13 novembre 2011
Mosaico (cose a caso)
«... Moccia. Se c'è uno scrittore che sia il più inutile del panorama italiano, quello è Moccia. E se qualcuno mi querela, non me ne frega un picchio». (cit. Arcangeli)
Cenni pausiniani post-bellici.
lunedì 7 novembre 2011
Ai miei genitori
Mi dispiace di non essere il figlio perfetto.
Mi dispiace di non riuscire ad essere come sono dentro davvero... forse, se avessi avuto dei veri genitori, probabilmente ora non starei qui a scrivere queste parole; probabilmente sarei contento della mia vita senza inutili preoccupazioni, senza mille paure.
Purtroppo mi avete (non) cresciuto così: freddo, chiuso, introverso, poco espansivo; ma dentro sono completamente l'opposto. Anche se non sorrido o non parlo, anche se non piango o non mi dispero, non vuol dire che non sia felice per un evento o triste per un altro. Semplicemente non riesco a esternarlo perché mi avete insegnato che tutto ciò che esce dalla mia bocca è un inutile spreco di aria. Non riesco a dire quello che sento davvero perché mi vergogno di dirlo a voce alta; mi vergogno perché non ci sono abituato, noi non parliamo di certe cose. Internet per me è una benedizione: posso essere chi sono davvero senza dover sentire la mia voce dire a voce alta quelle "stupide" cose. «È un ragazzo sensibile, anche se non si vede» ti sento dire a mio cugino. Hai ragione, ma forse vorrei che anche le persone che non lo sanno possano capirlo. Vorrei che chi mi sta vicino capisse che non sono stronzo come sembra ma che sono dolce, sensibile, anche troppo a volte.
Mi avete trasmesso un'immagine distorta della famiglia; ognuno per conto suo, insieme si mangia soltanto e in silenzio, qualche volta un'uscita per fingere di essere come tutti gli altri. Per fortuna sono abbastanza intelligente da sapere di non dover ripetere il vostro esempio quando sarà il mio turno.
Mi ricordo quando andavo a casa dei miei compagni di scuola quanto rimanessi stranito nel vedere genitori che riuscissero a parlare tranquillamente senza urlare, che andassero d'accordo, che condividessero la stessa stanza. Io voglio crearmi una famiglia felice e per farlo devo riuscire a cambiare, perché vivere con voi per tutti questi anni mi ha portato, purtroppo, a somigliarvi.
Mi dispiace di non riuscire ad essere come sono dentro davvero... forse, se avessi avuto dei veri genitori, probabilmente ora non starei qui a scrivere queste parole; probabilmente sarei contento della mia vita senza inutili preoccupazioni, senza mille paure.
Purtroppo mi avete (non) cresciuto così: freddo, chiuso, introverso, poco espansivo; ma dentro sono completamente l'opposto. Anche se non sorrido o non parlo, anche se non piango o non mi dispero, non vuol dire che non sia felice per un evento o triste per un altro. Semplicemente non riesco a esternarlo perché mi avete insegnato che tutto ciò che esce dalla mia bocca è un inutile spreco di aria. Non riesco a dire quello che sento davvero perché mi vergogno di dirlo a voce alta; mi vergogno perché non ci sono abituato, noi non parliamo di certe cose. Internet per me è una benedizione: posso essere chi sono davvero senza dover sentire la mia voce dire a voce alta quelle "stupide" cose. «È un ragazzo sensibile, anche se non si vede» ti sento dire a mio cugino. Hai ragione, ma forse vorrei che anche le persone che non lo sanno possano capirlo. Vorrei che chi mi sta vicino capisse che non sono stronzo come sembra ma che sono dolce, sensibile, anche troppo a volte.
Mi avete trasmesso un'immagine distorta della famiglia; ognuno per conto suo, insieme si mangia soltanto e in silenzio, qualche volta un'uscita per fingere di essere come tutti gli altri. Per fortuna sono abbastanza intelligente da sapere di non dover ripetere il vostro esempio quando sarà il mio turno.
Mi ricordo quando andavo a casa dei miei compagni di scuola quanto rimanessi stranito nel vedere genitori che riuscissero a parlare tranquillamente senza urlare, che andassero d'accordo, che condividessero la stessa stanza. Io voglio crearmi una famiglia felice e per farlo devo riuscire a cambiare, perché vivere con voi per tutti questi anni mi ha portato, purtroppo, a somigliarvi.
martedì 1 novembre 2011
Le 40+1 ansie/paure del momento
(Quando omesso si tratta, ovviamente, di ansia).
1. Paura di non riuscire a dimenticare.
2. Paura di non riuscire ad andare avanti.
3. Paura di non farcela. In niente. Paura di fallire.
4. Paura di non avere le forze di cui ora ho bisogno per risollevarmi.
5. Paura di rimanere solo per sempre.
6. Ansia per l'esonero di linguistica italiana a fine Novembre e relativo libro che ho letto a metà e di cui non ricordo / non capisco un accidente.
7. L'altro esonero di linguistica italiana il 15 Dicembre e relativo libro che - come tutti del resto - non ho ancora iniziato ed è ancora più grande dell'altro.
8. La consapevolezza che farò schifo in entrambi questi scritti e che mi roderà molto.
9. L'esonero di storia politica contemporanea il 15 Dicembre per il quale non ho neanche aperto il libro né toccato le dispense.
10. L'esame orale di linguistica italiana che darò a Febbraio. E le pronunce corrette.
1. Paura di non riuscire a dimenticare.
2. Paura di non riuscire ad andare avanti.
3. Paura di non farcela. In niente. Paura di fallire.
4. Paura di non avere le forze di cui ora ho bisogno per risollevarmi.
5. Paura di rimanere solo per sempre.
6. Ansia per l'esonero di linguistica italiana a fine Novembre e relativo libro che ho letto a metà e di cui non ricordo / non capisco un accidente.
7. L'altro esonero di linguistica italiana il 15 Dicembre e relativo libro che - come tutti del resto - non ho ancora iniziato ed è ancora più grande dell'altro.
8. La consapevolezza che farò schifo in entrambi questi scritti e che mi roderà molto.
9. L'esonero di storia politica contemporanea il 15 Dicembre per il quale non ho neanche aperto il libro né toccato le dispense.
10. L'esame orale di linguistica italiana che darò a Febbraio. E le pronunce corrette.
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