L'altro giorno, sul pullman, guardavo fuori dal finestrino ma non vedevo niente.
Avevo la testa su un altro pianeta; i pensieri avevano preso il sopravvento sulla realtà.
Ho guardato le scarpe da ginnastica di un ragazzo e ho avuto un'epifania.
A volte mi sorprendo in un momento di (molto) passeggera allegria, magari perché sto ridendo con qualcuno o perché mi son perso in inutili fantasie, e mi sento in colpa. Mi sento in colpa perché non sono triste e perché in quel momento non ci stavo pensando. Io voglio pensarci e voglio essere triste, perché così deve essere. Non sarei coerente. Non posso ridere se sono morto dentro, così mi impongo di pensarci e mi passa subito.
A volte mi verrebbe da scrivere cose poco appropriate, sbagliate, a volte sento il bisogno di rovinare tutto, di arrabbiarmi senza (?) motivo, di fare qualcosa di brutto. Perché, in effetti, sono sempre il buono della situazione e di sicuro non sono mai stato la causa prima di una rottura, di un litigio, di una separazione. (Non che ci sia sempre un colpevole, a volte si è entrambi innocenti - che è anche peggio).
Ma perché questa sorta di autolesionismo?
L'epifania che ho avuto mi ha suggerito che ho bisogno di sentirmi in colpa. Ho bisogno di dovermi dire «te la sei cercata, è colpa tua». Ho bisogno di essere io, almeno una volta, ad essere la causa dei miei problemi. Ho bisogno di sentirmi in colpa perché non voglio più credere in un mondo che mi si è letteralmente rivoltato contro senza che muovessi un dito. Perciò a volte provo a rovinare tutto, per essere almeno una volta responsabile di un mio dolore. Purtroppo non ci riesco perché sono troppo onesto. Troppo troppissimo.
In tutta questa storia nessuno ha colpa e ciò mi indispone tantissimo. O meglio, è colpa mia (?) ma non in maniera sufficientemente manifesta da poter dire di essere il colpevole di tutto ciò che ne è scaturito. Vorrei aver causato tutto volontariamente, vorrei aver mandato tutto affanculo con qualcosa di grave, vorrei aver provocato dolore, perché sto così male che forse sapere che è tutta colpa mia aiuterebbe un po'.
Non riesco ad arrabbiarmi con te, non ce la faccio proprio, non riesco neanche a capire se dovrei. Forse sì, forse no. Ma sento di non poterlo fare perché significherebbe ancora una volta essere stato preso per il culo dalla vita.
Voglio essere cattivo.
Spero almeno che mi spetti il premio per "più amicizie rovinate in un anno".
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