Sono stanco. Sono stufo di tutto e di tutti. Non sopporto più niente, mi danno fastidio anche queste parole che uso e il mio modo di scrivere; non mi piace. Voglio cambiare vita, voglio gente diversa attorno a me, voglio un nuovo carattere, un nuovo atteggiamento verso la vita, perché ora come ora sto esaurendo le forze e la voglia di continuare. Mi sento come se non appartenessi a questo posto, come se nessuno alla fine mi capisse davvero; o forse sono io troppo rigido nei miei pensieri, nel modo di intendere la vita. Sì, sono sempre serio su tutto, o comunque ho dei punti fermi che rispetto sempre e che mi aspetto sempre dagli altri. Purtroppo non ho ancora trovato un punto di incontro col mondo esterno e non so se effettivamente questo sia possibile.
Mi fa schifo la superficialità, mi tedia la falsità, mi irrita l'inutilità, mi disgusta il trash e questo piacere che provano tutti per le porcherie e le inezie che ci propinano ogni giorno. Mi ha stufato la televisione, i social network, le feste, la gente stupida, la musica commerciale, il gossip, è tutto privo di senso. Ormai il kitsch va di moda, se non ti piacciono le cose frivole non sei in. Ma preferisco essere out per tutta la vita piuttosto che idolatrare squinzie random della televisione spazzatura. Basta reality/talent show, basta litigate isteriche, basta opinionisti vaneggioni, basta gente che specula sui disastri e le tragedie altrui. Ma non c'è più razionalità a questo mondo? Perché anche le persone che io reputavo intelligenti si dimostrano così vuote dentro, senza minimamente preoccuparsi del fatto che il trash non è il senso della vita? Non ho capito se il mondo si è arreso a una realtà troppo difficile da capire e combattere o se semplicemente sta diventando sempre più popolato da gente scema.
Non c'è più serietà nei posti in cui è richiesta maggiormente, all'università sono tutti allo sbando, ognuno fa quel che gli pare e prende comunque 30 e lode perché gli insegnanti sono più incapaci degli studenti, e chi invece sputa sangue perché pensa che studiare vuol dire davvero studiare, e non fare le cose a cazzo di cane, saltando pezzi di libro, non fare cose solo perché "tanto non me lo chiede", riceve lo stesso trattamento degli altri. Le persone che "l'importante è passare l'esame, anche con un 18" sono il male del sistema scolastico/universitario, è gente che dovrebbe solo fare spazio alle persone che hanno veramente voglia di studiare e che hanno scelto un percorso di studi perché è interessato ai temi trattati e non per avere un pezzo di carta che certifica che sa fare qualcosa. Non c'è più concezione di merito in questo pianeta o sono io?
E il rispetto. Non c'è più rispetto dell'altro, bisogna sempre demolire e distruggere chi non è d'accordo con noi, chi professa una fede diversa (o perfino chi semplicemente ha una fede), chi ha un orientamento sessuale/politico diverso, chi non soddisfa i nostri requisiti minimi. L'importante è essere il più figo, il più brillante, il più sagace, il più tutto fra tutti quelli del gruppo o delle persone coinvolte in un certo contesto. Bisogna essere quello dal tweet più brillante, dallo status più divertente, quello che ascolta la musica più figa ed elitaria, quello che sa tutto o che si può permettere tutto. Bisogna sempre rinfacciare agli altri che "ho questa cosa e voi no", "sono a questo concerto e voi no", bisogna istigare gelosia, invidia, rabbia, altrimenti non si può nutrire quell'ego smisurato che ognuno si costruisce su internet. Pare che oggi se non fai arrabbiare gli altri non si può esser contenti. Io non sono sicuro sia questo il senso di condivisione.
Mi sembra quasi di non avere libertà d'espressione, proprio nel mezzo che consente la massima libertà per antonomasia: se dici x c'è quello che "la gente che dice x non è divertente", e poi ancora "la gente che dice che chi dice x non è divertente, è scema" e così via, ad libitum. Forse sono io che mi circondo della gente sbagliata, ma mi sembra un fenomeno dilagante. È questo il futuro del mondo? Diventeremo sempre più egoisti e prepotenti che inizieremo a fare la guerra non fra nazioni ma fra abitanti, così che nessuno rimarrà alla fine? Lo spero per il pianeta, che starebbe molto meglio senza di noi.
Ora come ora vorrei essere il protagonista del bellissimo episodio Time enough at last di The twilight zone (Ai confini della realtà), eccetto che per il finale un po' sconveniente. Vorrei solo stare da solo e leggere, leggere tutta la vita e imparare tutto lo scibile. Stare in pace e da solo con me stesso, poter fare quello che mi pare in pace e godermi il silenzio. Amo il silenzio e ultimamente non riesco a trovarlo (se non contiamo quello della biblioteca, ma è un silenzio "corrotto" dai pensieri e dallo studio), a casa neanche se ne parla. Avevo già parlato dei problemi che ha la gente col silenzio, e ribadisco tutto.
Dicevo dunque che a un certo punto della mia vita ho iniziato a cedere a questa tendenza del trash e della volgarità gratuita, più per piacere agli altri (e di conseguenza a me stesso) che per convinzione personale. Talmente ossessionato come sono dal piacere agli altri, ho finito per cambiare me stesso, in una direzione che non mi piace e non mi è mai piaciuta. C'era un tempo in cui ero un ragazzo molto serio e studioso, ma studioso nel vero senso della parola; piano piano il mio metodo di studio si è sempre più avvicinato al "leggi e interpreta", basandomi più sull'intuito, sul ragionamento, che sull'impegno che si dovrebbe dedicare a un libro. Ho iniziato a sapere molto bene le cose solo fino al momento in cui mi servivano, per poi dimenticarle completamente. Sono diventato più superficiale nelle cose, senza però notare un esito negativo nei risultati - anzi - e dunque ho continuato per questa strada. Ovvio che gli estremi non vanno bene, ma c'è una bella differenza tra il me delle medie che andava in giro ripetendo «a me mi non si dice» e il me di adesso. Ho conservato la curiosità che mi ha sempre spinto ad approfondire tutto quello che faccio, ma non ho più la forza di volontà necessaria per affrontare seriamente uno studio completo. Non credo di poter tornare indietro. Però non voglio più essere questo "me" che mi sono costruito, quello che deve per forza piacere agli altri, non se significa diventare stupido come mi sento ora. Non sto bene con me stesso, questo è un dato di fatto, e devo lavorare per risolvere il problema. Voglio tornare ad essere il ragazzo che provava sincero piacere a leggere ovunque e qualunque cosa, a fare le parole crociate, a stare informato e interessato. Voglio poter dire la mia senza avere paura. Voglio tornare al quality over quantity.
Questo è decisamente un buon proposito di metà anno.
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