lunedì 20 febbraio 2012

Il mio Sanremo 2012: vincitori, vinti e sconfitti a metà

Non ho gradito particolarmente questo Sanremo - musicalmente parlando, ché dal punto di vista dell'intrattenimento credo che nessuno sano di mente avrebbe potuto apprezzarlo - forse soprattutto per la scelta degli artisti. Chiara Civello, Emma Marrone (un cognome, una garanzia), Marlene Kuntz, Pierdavide Carone... what? E in ogni caso mi aspettavo molto di più dalla spocchiosa Zilli o da Renga e Matia Bazar (I ❤ Silvia Mezzanotte).
Ecco dunque la mia classifica personale (basata sulle esibizioni, sui testi e sulle melodie):

mercoledì 15 febbraio 2012

Ri-Update, lettere a semi-sconosciuti e altro

È un po' che non scrivo. Non che non abbia cose da dire, eh, ché tanto io trovo sempre qualcosa di cui lamentarmi. E non posso dire neanche di non avere il tempo, visto che in questi giorni sto oziando pesantemente invece di preparare gli esami. Non mi manca neanche la voglia. Sono successe tante cose, troppe cose, e in realtà non è cambiato granché; per un buffo gioco del destino sono esattamente allo stesso punto dell'ultimo "salvataggio" di Ottobre.
L'unica cosa che è cambiata è il numero di canzoni su iTunes.
È veramente difficile riprendere la narrazione a questo punto, e perché finirò inevitabilmente per essere banale e ripetitivo, e perché mi mancano le parole giuste per spiegare. Forse il silenzio è il modo migliore per lasciare che le cose si raccontino da sé.

In sintesi, quello che è successo in questi mesi è stato, nell'ordine (cronologico ma non logico): amore, pianti, rabbia, appuntamenti, rinascita, piacere, speranza, delusione, pianti, esame, amore, rabbia.
E in tutto questo sono tornato ad essere solo come prima. O quasi. Ho ancora due-tre persone che ho intenzione di tenermi strette il più a lungo possibile, ma per il resto è tutto buio intorno a me. Gente che smette di parlarmi, gente che sparisce, gente che non mi vede, gente che si è dimenticata che esisto, gente che non mi risponde.
È come se improvvisamente fossi sparito dal mondo e non importi più a nessuno che dietro queste parole ci sia un ragazzo, una persona, un cuore che batte, possibilmente anche capace di provare emozioni, di soffrire e di gioire. Ogni tanto non farebbe male sapere che c'è qualcuno su cui contare, ma suppongo sia chiedere troppo.

Mi sta capitando, in questi giorni, di provare un curioso bisogno di riappacificarmi col mondo, di rimettere tutto in ordine e ricominciare da capo. Di perdonare. Di essere perdonato. Trouble is, non so come si faccia a chiedere scusa. Non so cosa ho fatto perché il mondo mi cancellasse dalla sua cache, non ho idea di come pormi davanti a questo problema. Ho due o tre persone in mente a cui vorrei rivolgermi; magari posso fare un primo passo lasciando due parole così, anonime e insensate per la maggior parte delle persone che stanno leggendo questo post.
Prova a leggere, magari mi sto rivolgendo proprio a te :)

sabato 4 febbraio 2012

Decalogo della non-sofferenza

Non aspettarti niente dagli altri, perché se ne infischiano.
Non fidarti degli altri, perché ti tradiranno.
Non essere gentile con gli altri, perché non ricambieranno.
Non mostrarti disponibile verso gli altri, perché ne approfitteranno.
Non farti illusioni sugli altri, perché verranno smentite.
Non fare l'ingenuo, perché ti schiacceranno.
Non perdonare facilmente, perché non ti prenderanno più sul serio.
Non contare su nessuno nel momento del bisogno, perché ti ignoreranno.
Non odiare gli altri, perché non ne vale la pena.
Non innamorarti degli altri, perché ti faranno soffrire.