giovedì 21 febbraio 2013

Consigli per gli acquisti: Il Seggio Vacante

Non faccio mai recensioni, di alcun tipo, non le so fare e non mi piacciono. So benissimo che la mia opinione non interessa a nessuno e che non è in grado di fare la differenza nel mondo. Appurato tutto ciò, appena terminato di leggere l'ultima pagina di questo (qualitativamente) immenso libro, ho sentito subito il bisogno di mettere nero su bianco le mie impressioni, per non farle sfuggire e lasciare che si sbiadissero col tempo.
Non so neanche da dove cominciare, tante sono le cose che potrei dire e i modi per elogiare la Rowling. Potrei iniziare dicendo che questo libro è tutto fuorché quello che mi aspettavo - grazie al cielo. Dicono che parli di politica e povertà, ma c'è molto di più. Una delle cose più affascinanti è l'assurda facilità con cui si divorano queste 500-e-passa pagine, scritte con una fluidità che si ritrova solo nei libri di Harry Potter, per l'appunto. Non mi era mai capitato - almeno negli ultimi anni - di leggere più di 170 pagine in un giorno solo e comunque finire un libro così in una decina di giorni. Non solo: ne leggerei altre 500 pagine; potrei vivere di una nuova saga sulla contesa fra Yarvil e Pagford, sulle vicende dei Fields e dei ragazzi della Winterdown. Tutto merito degli ambienti e dei personaggi che vengono costruendosi man mano che la narrazione procede, ma in un modo che ne sei catturato e non puoi fare a meno di sapere dove andrà a finire questo o quel personaggio. La Rowling ha il potere di leggere il mondo contemporaneo in ogni sua sfumatura e saperlo riportare fedelmente senza filtri (non è stato neanche tanto facile leggere certe cose scritte dalla stessa penna che raccontava di unicorni e burrobirra): la perfidia tanto dei giovani quanto degli adulti, i segreti e le paure, il desiderio di farsi amare o il desiderio di morire. Sembra quasi di essere proiettati nella versione moderna di uno dei romanzi di Agatha Christie, Morte nel villaggio per esempio, dove il ruolo della canonica - e più precisamente del vicario - viene sostituito da quello del Consiglio municipale e dei suoi membri. I falsi sorrisi tirati, i leccapiedi, le trame segrete e gli odi nascosti, vendette e sabotaggi (no, non è un ripasso degli episodi di Revenge); il potere del pettegolezzo, strumento, in una cittadina sperduta come Pagford, che ridefinisce i ruoli sociali dei suoi abitanti e ne plasma i rapporti.