venerdì 9 settembre 2011

Fenomenologia del test di ammissione

Sveglia alle 7, sembra di aver dormito poco più di due ore.
La colazione si salta, non l'ho mai fatta e non inizierò ora col rischio di farmi venire un bel mal di pancia mentre compilo le risposte. Mi lavo, mi rado, mi vesto, e come al solito sono pronto una quarantina di minuti in anticipo. Mi siedo sulla poltrona, la gamba inizia a ballare. Speriamo di non passare.
Mi scorrono davanti immagini confuse, sbiadite, due universi paralleli si intersecano nella mia mente e generano visioni assurde. C'è la versione "fisico" di me fra tre anni, che parte verso meta sconosciuta per specializzarsi in astrofisica; c'è la versione "linguista" di me, che tenta l'impresa impossibile di entrare in una specialistica i cui posti disponibili si contano sulle dita di due mani. Quale scegliere? Quale voglio? Perché non riesco a decidere?
Tutto sarebbe più facile se non raggiungessi posizione utile in graduatoria... ma allora perché lo sto facendo? Ho pagato i 21€, lo devo fare. No, non è per quello. Ma perché mi sono iscritto al test? Beh, non farlo sarebbe stato stupido...
Più il tempo passa e più le due colonne "perché dovrei" e "perché non dovrei" si riempono, con pari numero di elementi. Se trovo un motivo per il quale dovrei scegliere una a scapito dell'altra ecco che ne arriva uno a controbilanciare... non ne esco vivo.
Il pullman per andare alla Cittadella Universitaria passa davanti a casa mia, sono 5 minuti di viaggio, per andare in Lingue è un casino; in Fisica c'è anche chimica e matematica... non mi interessano molto, in Lingue invece c'è un po' di storia... andando in Fisica prenderei una bella borsa di studio, andando in Lingue riuscirei a partire con l'Erasmus...
E' ora di uscire, grandi respiri per combattere la nausea e via.
Tutto bloccato in strada ovviamente: ecco lo sapevo, arrivo in ritardo e non posso dare il test; ma alla fine si libera tutto e riesco ad arrivare all'ora richiesta. E' un labirinto qui... scorro con gli occhi, vedo il dipartimento di Chimica organica e mi vengono i brividi. "Dipartimento", che parola brutta. Ecco l'aula B. Un paio di ragazzi appollaiati qua e là, non ne conosco nessuno, ma sembrano tutti molto più calmi e sicuri di me... ho sbagliato qualcosa? Non è normale essere agitati?
Il foglio diceva che non si possono portare cellulari... qui lo sto usando solo io... dovevo lasciarlo a casa? E ora che faccio?
Quando mi prende il panico mi prende male. 
Mezz'ora di attesa passata a girare in tondo, avanti e indietro, destra e sinistra, poi si entra e la prima cosa che noto è la lavagna super-estesa che nei giorni più impegnativi si riempie di calcoli, poi i gradini, e la cattedra enorme in cui stanno seduti tanti professori dalla faccia seria.
Carta identità. Cellulare sul tavolo. Foglio delle risposte. Firma. Mi avvio.
Tra inciampi e sguardi strani raggiungo timidamente l'ultima fila in alto.
"Posso?" "Sì sì, tanto mi sto spostando perché c'è caldo" e mi sorride. Omg un tipo è appena stato simpatico con me. Forse avrò una vita sociale.
Istruzioni confuse, risposta sbagliata 0 punti, forse, così era l'anno scorso, ma anche chissenefrega dico io. Il libretto delle domande potete portarlo via, no consegnatelo, no tenetelo. La seconda parte è fisica... ah no, sono dieci domande di matematica e problemi. COSA? Sarà più facile di quello che pensavo?? E ieri mi sono pure sforzato di fare 15 domande di fisica per prepararmi? Vabbè che ho fatto 2/15 ma...
"Avete tutti una penna? ... Bene! Avete superato la prima parte del test" Risatone esagerate mi fanno capire che non sono l'unico agitato.
Un tipo scavalca alla mia sinistra e saluta "Buongiorno". Panico. Perché mi dice buongiorno? Abbiamo la stessa età... bisbiglio un "buongiorno" con un tono troppo serio. "Fai copiare?" Ma è serio o scherza? Non capisco... Sorrido e guardo altrove. Gli sarò parso uno stronzo? Non volevo... Sbircio i dati anagrafici: "Diplomato con 80/100" forse non scherzava... mh, sono un razzista scolastico. Beh quello che sta alla mia destra starà sui 65/100...
"Potete aprire". Sapete cosa fanno 101 buste di cellophane che vengono scartate nello stesso momento? Tanto casino.
Ok questo elemento da spiaggia alla mia destra sta cercando di copiarci l'anima dal mio foglio, alternando non piacevoli esclamazioni sull'apparente estrema difficoltà delle domande. Ma con me non attacca mi reggo la testa con il braccio e copro tutti gli scarabocchi e le risposte.
I 100 minuti passano in un batter d'occhi, sarà che mi è sembrato più facile di quanto mi aspettassi, sarà che l'ho fatto con una leggerezza estrema, sarà che ho pensato tutto il tempo tanto vado in Lingue. Mi chiedo se avverrà l'esatto contrario quando farò l'altro test...
La parte più bella è discutere la parte generale con la compagna che ha fatto Geologia e scoprire che ho fatto degli errori (niente niente che riesco a non farcela!), e la consapevolezza che questo primo capitolo introduttivo si è concluso... 
Let's call it a day.

P.S.: Poi vabbè, l'ansia che i dati anagrafici siano giusti, barrare l'identificativo giusto (una C grande come una casa ma è una c vero? e ho messo la crocetta sulla c vero? è una c questa? sì?) e le associazioni numero domanda-lettera... è routine.

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